14 maggio 2019 0 Commenti Cosmesi

Come leggere un’etichetta cosmetica

Dott.ssa Maria Elena Setti

Leggere un’etichetta cosmetica è di fondamentale importanza per il consumo consapevole, per capire cosa si sta usando sulla pelle e valutarne meglio la qualità. Non è semplice capire tutto quello che c’è scritto, ma ci sono alcune informazioni basilari che è davvero importante conoscere, per poter scegliere il meglio per noi e i nostri cari.

 Quali dati sono obbligatori in etichetta:

  1. Ragione sociale (nome, sede legale del produttore, Paese d’origine se fuori dall’Unione Europea)
  2. Marchio con eventuale logo
  3. Nome del prodotto
  4. Lotto
  5. data di scadenza del prodotto cosmetico se inferiore ai 30 mesi oppure PAO (period after opening) se superiore ai 30 mesi
  6. Quantità di prodotto in ml eo g e
  7. INCI= elenco degli ingredienti
  8. Proprietà
  9. Modo d’uso se non intuitivo (per esempio nel dentifricio non è necessario)
  10. Eventuali precauzioni d’uso, per esempio: non usare prodotti contenenti acido salicilico nei bambini di età inferiore ai 3 anni di età.
  11. Eventuali certificazioni del prodotto
  12. Eventuale simbolo del foglietto illustrativo

per indicare che ulteriori informazioni inerenti al prodotto sono contenute in un foglietto illustrativo, questo simbolo si usa molto nel make-up, in quanto non ci stanno per motivi di spazio molte informazioni, compreso l’INCI (per esempio in matite occhi e labbra).

Leggere L’INCI

L’INCI rappresenta l’elenco degli ingredienti di un cosmetico. INCI = INTERNATIONAL NOMENCLATURE COSMETIC INGREDIENTS = elenco degli ingredienti
L’INCI è unico per tutti i paesi della UE.

  • I derivati vegetali vengono riportati con il nome botanico secondo Linneo e quindi con il nome latino della pianta da cui sono stati estratti.
  • Gli ingredienti chimici vengono indicati con il nome inglese
  • I coloranti con un numero che fa riferimento ad un elenco di sostanze chimiche ben catalogate e identificate ciascuna con un numero differente (allegato IV della Direttiva Cosmetici 76/768/CEE): CI + numero
  • L’elenco degli ingredienti è in ordine decrescente di concentrazione fino all’1%, poi in ordine sparso

Le 26 sostanze potenzialmente allergizzanti

All’interno dell’INCI si trovano anche dei nomi strani come linalool, eugenol, citral, essi rappresentano alcune delle 26 sostanze potenzialmente allergizzanti da indicare obbligatoriamente in etichetta, solitamente si trovano soprattutto nei profumi. 

DIRETTIVA 2003/15/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 27 febbraio 2003 che modifica la direttiva 76/768/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici.  In etichetta, nella lista degli ingredienti, se presenti, devono essere scritte anche le sostanze appartenenti all’elenco delle 26 sostanze aromatizzanti potenzialmente allergeniche“indipendentemente dalla funzione che hanno nel prodotto” Esempio: linalool, geraniol, eugenol, limonene, citral, citronellol …

La Direttiva 2003/15/CEE non fa distinzione tra allergeni di profumi sintetici e quelli presenti negli Oli Essenziali Naturali, che non essendo molecole isolate, ma appartenenti a un fitocomplesso, solitamente sono meglio tollerate. Al contrario del profumo, che ha solo proprietà olfattive, l’olio essenziale può avere proprietà cosmetiche e aromaterapichemolto interessanti e importanti per la cosmesi naturale.

La scadenza di un prodotto cosmetico

Di fondamentale importanza è capire anche quando un cosmetico scade ed è meglio non usarlo.                                   DIRETTIVA 2003/80/CE DELLA COMMISSIONE del 5 settembre 2003
che stabilisce all’allegato VIII bis della direttiva 76/768/CEE del Consiglio il simbolo indicante la
durata d’idoneità all’impiego dei prodotti cosmetici.

Per i prodotti cosmetici per i quali la durata minima supera i trenta mesi va fornita un’indicazione relativa al periodo di tempo in cui il prodotto una volta aperto può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore, questa indicazione si chiama PAO ed è indicata in etichetta con un vasetto aperto con un numero e una M che sta per mesi, per esempio 6M significa che il prodotto, una volta aperto, ha una durata di 6 mesi.

PAO = PERIOD AFTER OPENING= PERIODO DOPO L’APERTURA

Riassumendo:se il prodotto cosmetico deve essere utilizzato entro 30 mesi si mette una data di scadenza vera e propria come negli alimentari, mentre se la scadenza del cosmetico è superiore ai 30 mesi non serve la data di scadenza, ma viene indicata solo la PAO. Il limite di questa legge è che non obbliga l’azienda a scrivere la data di quando è stato fatto il prodotto, quindi a scaffale si potrebbero trovare prodotti vecchi di anni e quindi con principi attivi meno “attivi”!

Cosa fare per sapere se il cosmetico è vecchio?

Il consumatore può scrivere o telefonare all’azienda produttrice e fornendo il lotto del prodotto, chiedere quando è stato fatto e se è ancora utilizzabile. Il lotto corrisponde a una scheda di lavorazione del prodotto dove vi sono tutti i dati di tracciabilità delle materie prime e la data in cui è stato fatto, il lotto è una sigla di numeri e/o lettere indicativi solo per l’azienda produttrice. La stessa procedura può essere fatta se appaiono delle anomalie nel prodotto, separazione dei componenti, colore diverso, odore rancido o pungente, consistenza anomala, formazione di patine sulla superficie o muffe.

Come capire se un cosmetico è naturale, bio, eco-bio , vegano e cruelty free?

Naturale: non vuole dire nulla, nel cosmetico ci potrebbe essere una pianta naturale, ma essere contenuta in una formulazione poco green, piena di derivati del petrolio per esempio.

Biologico o Bio:significa che le materie prime sono di origine biologica certificate da enti come ICEA, ECOCERT etc… Questo non significa però che tutto il prodotto sia biologico e soprattutto che le materie prime biologiche non siamo contenute in una formulazione poco green. Per esempio un estratto di camomilla biologico contenuto all’interno di una formulazione con petrolati e siliconi oppure una camomilla biologica estratta con un solvente di derivazione petrolifera come il propilene glicole.

ECO-BIO:Non esiste ancora una legge italiana o europea che regoli il mercato dei prodotti eco-bio, tutto è nelle mani di enti certificatori privati (come ICEA, CCPB, AIAB, ECOCERT, NATRUE etc) che certificano o meno la qualità dei cosmetici.

A livello europeo si sta cercando di unificare i vari disciplinari con COSMOS-standard, esistono quindi enti certificatori COSMOS, come ICEA COSMOS e ECOCERT COSMOS, che hanno aderito allo standard internazionale COSMOS e certificano sia le materie prime che il prodotto finito (cioè il cosmetico completo). C’è ancora molta strada da fare, ci auguriamo che nei prossimi anni possa esistere una vera e propria legge che possa regolamentare tutto il mondo eco-bio portando maggiore chiarezza sia per i consumatori che per i produttori di cosmetici.

Vegano:non devono essere presenti derivati animali, se sono presenti lard, lanolin, cera alba, collagen, lac, o helix asperis (bava di lumaca), significa che non è una formula vegan. Esistono degli entri certificatori anche per le formule vegan, come per esempio VeganOk, che oltre a non avere derivati animali, non devono contenere sostanze NON etiche, come olio di palma o altri ingredienti che portano all’estinzione di piante e/o animali e non rispettano l’ambiente.

Cruelty-free: cruelty-free, significa non testato sugli animali, ma non necessariamente coincide con vegano, infatti il latte o il miele usati in cosmesi e non testati su animali, sono però di origine animale e quindi non vegan.                                                A partire dall’11 marzo 2013 l’Unione Europea ha vietato ogni test sugli animali in ambito cosmetico:

*è vietato testare i cosmetici e i loro ingredienti (materie prime) sugli animali sul suolo europeo

*è vietato importare da altri paesi gli ingredienti cosmetici testati su animali.

Il packaging green

Oltre alla formulazione è importante che tutto il processo sia il più etico e rinnovabile possibile, è importante la scelta del packaging, cercando di utilizzare vetro o plastiche riciclate o materie prime derivate da fonti rinnovabili.                           Etichette con colle di origine non animale e compatibili con l’ambiente, lo stesso per il supporto stesso dell’etichetta, per esempio Alchimia Natura utilizza etichette che derivano dalla polimerizzazione dello zucchero e colori alimentari, in modo da rendere sicuro il prodotto anche per l’ambiente.                                                                                                                           Un prodotto green potrebbe non usare la scatola, per evitare di buttare via tonnellate di cartone una volta aperto il prodotto e limitarsi a utilizzare belle confezioni in caso di regali, meglio se riutilizzabili e riciclabili!

Perché è importante saper leggere un’etichetta cosmetica

Ogni giorno ognuno di noi entra in contatto con centinaia di molecole chimiche diverse, quelle del bagno doccia, del detergente per le mani, del dentifricio, del deodorante, di una crema viso, mani, corpo o di un profumo! Si è stimato che oltre il 90% delle allergie della pelle sono dovute ai prodotti cosmetici.

Imparare a leggere un’etichetta ci aiuta a selezionare il prodotto giusto per noi, la nostra famiglia e i nostri clienti, se lavoriamo nel mondo dell’estetica e del benessere.

Dietro a un prodotto cosmetico c’è ricerca, filosofia, stile di vita, scelte consapevoli e oggi è nostro dovere rispettare l’ambiente dove viviamo e rendere i cosmetici sempre più eco sostenibili e più compatibili con la nostra pelle, che tollera sempre meno siliconi, petrolati, conservanti aggressivi, coloranti e profumi sintetici, non riconosciuti dal nostro organismo.

Il consumatore deve aggiornarsi, leggere, confrontare e decidere con maggiore consapevolezza ciò che si spalma, nel bene della sua pelle e dell’ambiente in cui vive.

 

 

 


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